“Ciao Francesco, ciò che stai facendo per il nostro territorio ha un valore incommensurabile. Sei il più grande interprete del malessere di chi, come me, soffre davvero tanto nel vedere la propria terra martoriata e violentata da gente non degna di viverci, e stai riuscendo a riscattare l’orgoglio di tutti noi che, citando una splendida canzone napoletana, “ci mortifichiamo ogni juorn pe’ na manica ‘e fetient.

Mi hai dato tanta forza per combattere il marcio, gli incivili e i delinquenti, le cui azioni riprovevoli ci costano tantissimo sia in termini economici ma soprattutto dal punto di vista della qualità della vita! Grazie a te sto coltivando la speranza di vincere questa battaglia: è questa per me la tua più grande vittoria!
Ti sono immensamente grato per ciò che hai dimostrato e continui a dimostrare!
Ti saluto con stima e affetto, sono e sarò sempre al tuo fianco!”.

“Salve sig. Borrelli, io le scrivo più che altro per uno sfogo. Ho sentito nella diretta la storia di quella ragazza di Melito. Purtroppo nella mia il lieto fine non c’è. Io ho 30 anni e faccio parte di quelle “famiglie di carcerati” come dice lei, ma che con loro non ho niente a che fare. Mio padre, quando avevo 7 anni, ha ucciso mia madre e insieme a lei si è portato via tutta la mia infanzia. Sono cresciuto coi nonni, che non mi hanno fatto mancare niente, ma purtroppo ho la quinta elementare, in quanto ho dovuto lavorare fin da piccolo.

Mi fa molto piacere quando si occupa dei veri poveri, perché io ho sofferto la fame e so cosa significa. Il mio augurio è che lei non molli mai e che molte più persone la seguano per dare coraggio a queste nuove generazioni, perché sono convinto che se io avessi avuto un padre come lei, la mia vita sarebbe stata diversa. Il mio cuore è pieno di stima per lei. Un abbraccio e ancora grazie”.

“Sig. Borrelli, quando mia mamma era ricoverata al San Giovanni bosco, 3 anni fa (purtroppo ora non è più con noi), eravamo COSTRETTI ogni mattina a pagare sia i parcheggiatori abusivi e sia il parcheggio. Per noi, in una situazione già dolorosa, dare quei soldi a quella gente, ogni mattina e senza che nessuno facesse qualcosa, era frustrante. Vedere che. grazie a lei, ora quella gente non c’è più, mi riempie il cuore di gioia. Sono con lei, ha la mia solidarietà e stima”.

“Signor Borrelli, io le faccio solo i complimenti per quello che fa per la mia città. È un onore avere persone come lei ad aiutarci!! Sono un militare del Rgt che sta a Bergamo per l’emergenza coronavirus. Sono specialista CBRN e quindi sono in prima linea nel salvare le vite, ma appena finisce questo incubo sono disposto a farle da scorta senza indennità, senza straordinari, senza nulla, perché non vi sono soldi per ripagare gli sforzi che fa per noi!!! Caro Borrelli, tieni duro, la vera Napoli ti ama!!

“La stimo, è un grande. Lei ha il coraggio che manca alla maggior parte della gente. Vada avanti a testa alta. L’onestà è contagiosa e forse un giorno avremo 1.000.000 di Borrelli…… E così la storia cambierà”.

“Sig. Borrelli, volevo raccontarle l’episodio capitatomi oggi pomeriggio.Alla Riviera di Chiaia ho trovato, dopo un po’ di giri, un posto per la mia auto sulle strisce blu. Successivamente è arrivato un uomo sulla trentina, con solito abbigliamento e tratto caratteristico di un abusivo (giubbotto, orecchino e forte cadenza napoletana), chiedendomi con forza dei soldi. Mi ha dapprima chiesto gentilmente il mio nome e dove fossi diretto, e poi ha cambiato tono estorcendomi due euro e minacciandomi.

Inutile dire che ho chiamato la Polizia dopo l’accaduto. Ma se non fosse stato per lei e le sue battaglie, mai avrei trovato il coraggio di denunciare questo “cialtrone”, come direbbe lei.
La ringrazio infinitamente”.

“Lei è il paradigma di quanto sia difficile fare buona politica nel nostro Paese. Si deve essere in pratica degli eroi mentre non dovrebbe essere così. Le faccio i complimenti per rischiare quotidianamente la sua incolumità per la dignità della sua città”.

“Buongiorno Sig. Borrelli. Le scrivo per testimoniarle la mia profonda stima che nutro verso la sua persona e le coraggiose iniziative che intraprende a vantaggio della nostra città, costantemente logorata dall’inciviltà di alcuni suoi abitanti, ma anche dall’indifferenza di tanti altri. A dimostrazione degli effetti positivi delle sue battaglie civili, le descrivo quanto segue.

Questa mattina ho accompagnato mio padre al P.O. S. Giovanni Bosco per una visita medica. Mancavo da tale presidio ospedaliero da parecchio tempo, ossia da quando il parcheggio delle auto era terra di estorsori che si erano appropriati con modi delinquenziali della gestione dell’area e che imponevano illegittimamente il pagamento della sosta. Problema diffusissimo a Napoli, ma accettarlo nel parcheggio di un ospedale, che rappresenta un luogo dello “Stato”, era qualcosa di più grave di un atto di inciviltà. Costituiva un atto di resa totale dello stesso Stato, che invece deve imporre il rispetto delle regole. Del resto per un paziente che si reca in ospedale, e che quindi ha dentro di sé già uno stato psicologico ed emotivo di ansia e preoccupazione per il suo stato di salute, subire estorsioni da un parcheggiatore delinquente aggrava ulteriormente il suo stato mentale.

Questa mattina con mio profondo stupore ho trovato un parcheggio totalmente ripulito da tale gentaglia. Ho ritrovato quello stato di “normalità” che dovrebbe costituire la regola, ma che purtroppo diventa l’eccezione. La ringrazio, pertanto, per quanto ha fatto per tale situazione specifica, ma anche per tutte le altre battaglie che intraprende. Sappia che per un incivile che la offende via internet ci sono almeno 100 persone che la stimano e l’apprezzano profondamente. E solo con l’unione e la partecipazione di tutti cge si vincono le grandi battaglie, come questa a favore della legalità.

La saluto cordialmente”.

“Poco fa a Mezzocannone un parcheggiatore abusivo, dopo aver deliberatamente preso un contenitore dell’umido e averlo piazzato sulla strada per occupare un posto, ha iniziato ad inveire contro un signore anziano che evidentemente non voleva pagare.

Mi sono fermato a guardarlo per intervenire nel caso in cui non avesse smesso di dare addosso a quel signore. Lui, accortosi della cosa, mi ha chiesto con suoni gutturali cosa avessi da guardare. io gli ho detto che volevo controllare che fosse tutto a posto. Lui per tutta risposta mi ha detto: “Stai facendo qualche video?” e io gli ho chiesto se ce ne fosse bisogno. S’è allontanato inveendo.

Questo per dirti che sei sulla strada giusta e che il tuo martellamento mediatico è l’unico modo per far tornare a provare imbarazzo a questi parassiti per quello che fanno.

Buona serata!”

“Caro Consigliere Francesco Emilio Borrelli, complimenti per tutto quello che riuscite a fare per la nostra amata città. Siete un punto di riferimento per chi vuole bene a tutto ciò che ci circonda. E ricordatevi che nei momenti difficili tutta la Napoli Pulita vi supporta!!! Viva la Civiltà! Viva chi ama la città”.

“Grazie per la sua disponibilità, mi permetta una rima…

Napule comm Foss Bell!!

Si tutt ‘a Gent Fossn Comm e’ Borrell”.

“Non la conosco. Sono a Napoli da due giorni per una vacanza. Napoli ha bisogno di gente come lei. Non molli. C’è bisogno di gente che lotti per fare sì che quello che per tanti qui è normalità non lo sia più. È importante che non diventino “normalità” i parcheggiatori abusivi, che non sia normalità la discarica a cielo aperto. Napoli ha molto più di tante altre città, che spesso si nascondono dietro la scusa di non avere nulla.

Non molli consigliere. Napoli e l’Italia ha bisogno di gente come lei”.

“Ciao Francesco, ti sto ascoltando a ‘Non è l’arena’. Complimenti per il coraggio, abbiamo bisogno di persone che non hanno paura di dire le cose come stanno. Avanti, con forza”.

“Ho saputo dell’aggressione e non posso far altro che esserle vicino. Mi spiace un sacco per l’accaduto, se tutti avessero il suo coraggio e i suoi valori il mondo sarebbe un posto molto migliore”.

“Sig. Borrelli, mi presento. Sono una studentessa che vive al nord tra Varese a Milano, non ho diretta esperienza delle illegalità che lei documenta. Nonostante ciò, in base a quel che sento e vedo, in base ai racconti di amici che vengono lì in qualità di turisti, sono sempre rimasta schifata dai napoletani e dalla loro anarchia malavitosa.

Con lei ho capito che non sono i napoletani il problema, perché lei è il più chiaro esempio di una persona per bene, integra, istruita, che si batte per il giusto. Ha tutta la mia più sincera stima. Io apprezzo infinitamente il suo coraggio e il suo operato. E non guadagno niente a dirle ciò, sono sincera. Lei è la dimostrazione che non è “l’essere napoletani il problema”, ma è la mentalità che si respira lì.

Grazie per avermi fatto superare il mio “razzismo “, spero che più persone della sua terra possano piano piano abbracciare i suoi valori.

La saluto con tanta stima.

Buon lavoro!”.

“Buonasera Borrelli, sono un panettiere di Secondigliano. La ringrazio per tutto quello che fa per noi e per Napoli. Ha tanto coraggio e soprattutto tanta forza. Spero un giorno di poterla incontrare per darle un mio casatiello e soprattutto per dirle milioni di volte grazie”.

“Salve, la seguo da poco ma la stimo da subito. Ogni qualvolta vedo un vostro video contro l’illegalità lo associo al rivoltoso uomo che ferma i carri armati.
Sì! Proprio così! Perché a Napoli e Provincia è guerra tutti i giorni. Continui signor Borrelli, noi cittadini per bene nel nostro piccolo cercheremo di sostenerla, ma soprattutto di prendere esempio. Grazie per ciò che fa”.

“Grazie per tutto, anche per quello che sento alla radio e complimenti, è davvero una bella persona. Quando tutto sarà finito mi farebbe piacere stringere la mano, e non demorda mai nei suoi intenti. Grazie”.

“Salve signor Borrelli, volevo esprimerle la mia solidarietà per l’aggressione subita e chiedo scusa io a nome di questi cialtroni con cui condivido questa città, bella ma maltrattata. La ringrazio per quello che fa ogni giorno per noi, la gente che vuole il cambiamento.

Sono un ragazzo laureato, un infermiere precario che lotta ogni giorno per andare avanti, non avendo più un papà morto molto giovane e avendo solo mamma che a 58 anni fa le pulizie con tanta dignità. Eppure non mi è mai saltato in mente di campare nell’illegalità. Forse perché sono cresciuto con dei principi e valori differenti. Grazie, perché è grazie a lei se oggi inizio a combattere anche io per le cose sbagliate, illegali. È stato il mio coraggio a dire BASTA. Lei non molli per piacere. Un abbraccio forte”.

“Dopo tanti anni di sofferenza oggi ho ritrovato il sorriso. Ho conosciuto una parte di Napoli onesta e disinteressata, la parte di Napoli che vorrei per il futuro di mia figlia. Colgo l’occasione per ringraziare con tutto il cuore il Consigliere Borrelli, che ha capito la mia condizione attuale e che crede nella possibilità dei cambiamenti. Ha iniziato una catena di solidarietà insieme alla ditta salernitana di impianti Intralok, al laboratorio Mansi ed a una equipe di medici e dentisti che si sono stretti attorno a me, non solo ridonandomi il sorriso,ma facendomi riacquistare fiducia e dignità per potermi reinserire nella società e ritrovare un lavoro che mi è stato tolto molto disonestamente. L’obiettivo di tanti come il sig. Francesco Emilio Borrelli è di tendere una mano a tutti coloro che pur sbagliando in passato si sono ravveduti, ritornando sul binario dell’onestà e della legalità”.

“Grazie per essere sempre in prima linea contro questi cialtroni e trogloditi. Tra Mergellina e l’aggressione in pineta ho solo provato vergogna di dover condividere un posto meraviglioso come la nostra città con simili escrementi. Grazie sempre”.

“Lei è un uomo coraggioso, onesto, di sani principi morali. Mi creda, combatterei a suo fianco, è una battaglia dura da affrontare. Ma da solo no, non può essere lasciato in balia delle onde, occorrerebbe maggiore sensibilità delle istituzioni, affiancarla anche con il supporto delle Forze dell’Ordine per reprimere quel mal costume che regna sul territorio di Napoli”.

“Ciao Francesco, a guardare i video offensivi nei tuoi confronti mi viene da piangere. Per l’ignoranza e la presunzione di essi! Da Napoletana mi dissocio da questi esseri ignoranti che non sono capaci di esprimere un ‘non sono d’accordo’ in un modo educato e civile! Vai fino in fondo e Napoli mia sarà bella anche da dentro, non solo ncopp’ na cartulin”.

“Sono un ragazzo con dei sani principi. Mi piace tanto la famiglia che ho, specialmente i figli. Sono purtroppo un pregiudicato, ma solo per la mia debolezza. Purtroppo non si può tornare indietro e non fare quello che è stato fatto, ma apprezzo molto quello che fate. Ho 3 bimbi di 14, 6 e 3 anni… il più grande usa spesso i social. Con questo voglio dire che l’educazione ai nostri figli la sta dando anche lei…”.

 

“Ciao Francesco, ti seguo sempre, sei la parte migliore di Napoli, è davvero notevole lo sforzo che fai per combattere i cialtroni che sporcano e distruggono la città, stessa gente che inneggia la Camorra tra l’altro.

A proposito di Camorra, c’è stato un tuo omonimo Carabiniere eroe, Francesco Borrelli, ucciso il 13 gennaio del 1982 a Cutro, in Calabria: aveva 41 anni, era padre di due bambini di 6 e 7 anni. Quel fatidico giorno non era in servizio, non aveva la divisa e pagò con la vita il senso del dovere, salvandone delle altre…”.

“Sig.Borrelli non la conoscevo. L’ho guardata al programma ‘Non è l’Arena’. Tanto rispetto per lei. I miei genitori sono di origine napoletane e capisco perfettamente la sua battaglia! Napoli e la Campania sono stupende, purtroppo rovinata da pochi individui . In bocca al lupo per tutto”.

“Ciao Francesco, purtroppo non ho avuto la fortuna di incontrarti. Sei l’unico uomo e politico che ha un contatto reale con le persone, da qualsiasi ceto sociale provengano.  Questo è un gran pregio. Ti scrivo perché come te ho a cuore la mia terra, non solo Napoli ma tutta la Campania.

Ti pongo una questione determinante a mio avviso: dopo questa immane tragedia abbiamo il dovere di salvare il litorale Domitio dagli abusi e dagli sversamenti illegali di fabbriche senza scrupoli. Pensa a quante opportunità ci sarebbero se il mare le spiagge fossero fruibili e pulite… la ricettività alberghiera andrebbe a mille. Considera che nella costiera Romagnola vivono di questo! Noi non possiamo farlo? Eppure abbiamo un potenziale devastante! Lo dico a te che sei l’unico che può essere ricordato come colui che ha cambiato la Campania”.

“Salve sig.Borrelli. Quello che lei fa è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facesse l’oceano avrebbe una goccia in meno. Dopo il suo intervento alle Rampe Paggeria le stesse sono state ripulite da quella spazzatura. Ma è sempre da solo, purtroppo. Una sola persona che a questa città palesemente in affanno non basta. Non molli”.

Tutela e valorizzazione della lingua napoletana

Tutela e valorizzazione della lingua napoletana

Il napoletano è riconosciuto dall’UNESCO non come un dialetto, bensì come una lingua parlata complessivamente da circa sette milioni e mezzo di persone ed esportata in tutto il mondo anche grazie alla grande canzone napoletana (che rappresenta una delle eccellenze e dei simboli principali della musica italiana) e ad una fiorente letteratura napoletana che, limitandosi solo all’età contemporanea, vanta in diversi settori fulgidi esempi quali Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo e Totò.

Nel 2019, con mia grande soddisfazione, il Consiglio Regionale della Campania ha approvato all’unanimità una legge da me proposta, e su cui mi batto da anni, per garantire la tutela, la valorizzazione e la promozione della lingua napoletana, al fine di preservare uno dei fondamenti principali della nostra identità culturale, di creare un vocabolario storico e di istituire dei corsi di laurea prettamente dedicati alla lingua partenopea.

Ed è in tale ambito che, nel giugno 2020, è stato istituito il “Comitato tecnico-scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano”, che resterà in carica per cinque anni e che annovera fra i propri membri importanti esponenti del panorama culturale partenopeo.

La lingua napoletana è un patrimonio dal valore inestimabile di cui andare fieri, e va salvaguardata strenuamente evitando che venga contaminata da slang, storture grammaticali e volgarità, rischio alla quale è purtroppo esposta al punto da essere inserita dall’UNESCO nell’atlante mondiale delle lingue in pericolo.

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Primario festaiolo sospeso all’Ospedale del Mare

Primario festaiolo sospeso all’Ospedale del Mare

Per celebrare il suo nuovo incarico da primario, il Dott. Pignatelli pensò bene di chiudere l’intero reparto di chirurgia vascolare dell’Ospedale del Mare di Napoli (dimettendo tutti i pazienti nella notte tra venerdì e sabato!), al fine di consentire a medici e infermieri di partecipare (prendendosi ferie, turni di riposo o malattie) alla propria festa, organizzata in un locale a Pozzuoli la notte stessa.

In seguito alla mia denuncia, l’allora direttore dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, ed il direttore sanitario dell’Ospedale del Mare, Giuseppe Russo, disposero la sua sospensione.

Tutti devono rispettare le regole, ma, se vogliamo che le cose cambino veramente e che i cittadini abbiano dei riferimenti CREDIBILI, i dipendenti statali devono essere i primi!

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Ripristino della legalità al San Giovanni Bosco

Ripristino della legalità al San Giovanni Bosco

Al San Giovanni Bosco di Napoli un gruppo di parcheggiatori abusivi legato al clan Contini operava sotto la luce del sole nell’area di parcheggio dell’ospedale, come fosse una vera società (rilasciava persino delle ricevute, ovviamente false).

All’interno dell’ospedale c’era inoltre un bar/pizzeria la cui gestione era affidata ad una società con interdittiva antimafia! E, come se non bastasse, c’erano anche dei distributori di cibo e di bevande senza regolare concessione, allacciati alla corrente abusivamente…

Grazie al mio intervento, unito a quello del commissario Mario Forlenza e a quello dell’attuale direttore generale dell’ospedale Ciro Verdoliva, a cui ha fatto seguito il lavoro di magistrati e carabinieri, è stato smantellato tutto.
Oggi c’è un presidio costante da parte delle guardie giurate che impedisce ai parcheggiatori abusivi di entrare nel pronto soccorso: in questo modo i cittadini e i dipendenti dell’ospedale hanno riconquistato il loro sacrosanto diritto di parcheggiare gratuitamente.

Ci dicevano che non sarebbe cambiato niente… E invece, lottando contro i criminali ed i colletti bianchi che hanno permesso tutto questo, E’ CAMBIATO TUTTO!

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