Tutela e valorizzazione della lingua napoletana

Tutela e valorizzazione della lingua napoletana

Il napoletano è riconosciuto dall’UNESCO non come un dialetto, bensì come una lingua parlata complessivamente da circa sette milioni e mezzo di persone ed esportata in tutto il mondo anche grazie alla grande canzone napoletana (che rappresenta una delle eccellenze e dei simboli principali della musica italiana) e ad una fiorente letteratura napoletana che, limitandosi solo all’età contemporanea, vanta in diversi settori fulgidi esempi quali Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo e Totò.

Nel 2019, con mia grande soddisfazione, il Consiglio Regionale della Campania ha approvato all’unanimità una legge da me proposta, e su cui mi batto da anni, per garantire la tutela, la valorizzazione e la promozione della lingua napoletana, al fine di preservare uno dei fondamenti principali della nostra identità culturale, di creare un vocabolario storico e di istituire dei corsi di laurea prettamente dedicati alla lingua partenopea.

Ed è in tale ambito che, nel giugno 2020, è stato istituito il “Comitato tecnico-scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano”, che resterà in carica per cinque anni e che annovera fra i propri membri importanti esponenti del panorama culturale partenopeo.

La lingua napoletana è un patrimonio dal valore inestimabile di cui andare fieri, e va salvaguardata strenuamente evitando che venga contaminata da slang, storture grammaticali e volgarità, rischio alla quale è purtroppo esposta al punto da essere inserita dall’UNESCO nell’atlante mondiale delle lingue in pericolo.

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Primario festaiolo sospeso all’Ospedale del Mare

Primario festaiolo sospeso all’Ospedale del Mare

Per celebrare il suo nuovo incarico da primario, il Dott. Pignatelli pensò bene di chiudere l’intero reparto di chirurgia vascolare dell’Ospedale del Mare di Napoli (dimettendo tutti i pazienti nella notte tra venerdì e sabato!), al fine di consentire a medici e infermieri di partecipare (prendendosi ferie, turni di riposo o malattie) alla propria festa, organizzata in un locale a Pozzuoli la notte stessa.

In seguito alla mia denuncia, l’allora direttore dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, ed il direttore sanitario dell’Ospedale del Mare, Giuseppe Russo, disposero la sua sospensione.

Tutti devono rispettare le regole, ma, se vogliamo che le cose cambino veramente e che i cittadini abbiano dei riferimenti CREDIBILI, i dipendenti statali devono essere i primi!

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Ripristino della legalità al San Giovanni Bosco

Ripristino della legalità al San Giovanni Bosco

Al San Giovanni Bosco di Napoli un gruppo di parcheggiatori abusivi legato al clan Contini operava sotto la luce del sole nell’area di parcheggio dell’ospedale, come fosse una vera società (rilasciava persino delle ricevute, ovviamente false).

All’interno dell’ospedale c’era inoltre un bar/pizzeria la cui gestione era affidata ad una società con interdittiva antimafia! E, come se non bastasse, c’erano anche dei distributori di cibo e di bevande senza regolare concessione, allacciati alla corrente abusivamente…

Grazie al mio intervento, unito a quello del commissario Mario Forlenza e a quello dell’attuale direttore generale dell’ospedale Ciro Verdoliva, a cui ha fatto seguito il lavoro di magistrati e carabinieri, è stato smantellato tutto.
Oggi c’è un presidio costante da parte delle guardie giurate che impedisce ai parcheggiatori abusivi di entrare nel pronto soccorso: in questo modo i cittadini e i dipendenti dell’ospedale hanno riconquistato il loro sacrosanto diritto di parcheggiare gratuitamente.

Ci dicevano che non sarebbe cambiato niente… E invece, lottando contro i criminali ed i colletti bianchi che hanno permesso tutto questo, E’ CAMBIATO TUTTO!

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