“Salve sig. Borrelli, io le scrivo più che altro per uno sfogo. Ho sentito nella diretta la storia di quella ragazza di Melito. Purtroppo nella mia il lieto fine non c’è. Io ho 30 anni e faccio parte di quelle “famiglie di carcerati” come dice lei, ma che con loro non ho niente a che fare. Mio padre, quando avevo 7 anni, ha ucciso mia madre e insieme a lei si è portato via tutta la mia infanzia. Sono cresciuto coi nonni, che non mi hanno fatto mancare niente, ma purtroppo ho la quinta elementare, in quanto ho dovuto lavorare fin da piccolo.

Mi fa molto piacere quando si occupa dei veri poveri, perché io ho sofferto la fame e so cosa significa. Il mio augurio è che lei non molli mai e che molte più persone la seguano per dare coraggio a queste nuove generazioni, perché sono convinto che se io avessi avuto un padre come lei, la mia vita sarebbe stata diversa. Il mio cuore è pieno di stima per lei. Un abbraccio e ancora grazie”.

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