Se ami la tua terra la difendi

Credo fermamente che un significativo miglioramento della nostra società possa scaturire unicamente dal congiungersi delle due spinte, quella dal basso e quella dall’alto.

La prima spinta è quella fondamentale (sappiamo che lo Stato è espressione di un popolo, per cui è difficile, anche storicamente, che un vero cambiamento possa partire dall’alto), per cui credo, a riguardo, che sia giunta l’ora di costruire una società fondata sulla civiltà e sul rispetto delle regole e degli altri. E’ giunta l’ora, quindi, di identificare una “persona per bene” sulla base di QUESTI canoni, senza che basti più la banale (e mortificante) associazione con “non è un criminale”.

Amare un territorio, una città, ad esempio, non può più significare solo tifare per la sua squadra di calcio: bisogna amarla veramente ed impegnarsi per essa, avendo a cuore la sua cura e mantenendola pulita e ordinata. Per farlo, ovviamente, bisognerà interiorizzare il concetto di “bene comune” ed aiutare chi governa a rendere il nostro territorio via via migliore e a far rispettare la legge, denunciando ed esponendosi anche in prima persona laddove c’è qualcosa che non va.

E, a proposito di chi governa, la spinta, dicevamo, deve arrivare anche dall’alto: bisogna pretendere da chi fa politica la massima integrità e trasparenza (intesi solo come prerequisiti, sia chiaro, perché poi ci vogliono anche capacità e competenza, che spesso in molti dimenticano!). Inoltre bisogna far vedere i fatti, nero su bianco, e non limitarsi a parlare ai quattro venti.

In termini concreti, per una politica post-coronavirus, è necessario dare spazio alle persone per bene e puntare su ambiente, legalità e sicurezza. Per un risanamento dell’economia le parole chiave devono essere massima meritocrazia e valorizzazione delle eccellenze.

Tenendo sempre presente che i primi a dover rispettare le regole devono essere SEMPRE le istituzioni e le forze dello Stato!

PER LA TUTELA DEL NOSTRO TERRITORIO, LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE ED UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

sarno2I tanti passi in avanti fatti grazie anche all’impegno di noi Verdi negli ultimi anni, con l’abbandono della politica degli inceneritori e delle discariche e l’impegno sulla raccolta differenziata (che ha permesso di portare la Campania nella parte alta della classifica delle regioni dove si differenzia maggiormente), non bastano. Bisogna chiudere il ciclo dei rifiuti con gli impianti di compostaggio, perché rischiamo una nuova emergenza rifiuti e di pagare sempre di più per le tasse (al momento paghiamo per portare fuori regione i nostri rifiuti, che potremmo trattare in Campania creando anche occupazione, è il colmo!).

Bisogna salvare l’ambiente dagli inquinatori seriali. Per farlo è necessario prevedere il reato di disastro ambientale per tutti coloro che sversano rifiuti e materiali in maniera illecita, istituire la Polizia idraulica regionale per il pattugliamento ed il controllo dei siti a rischio (come il Sarno o il litorale Domizio), ed installare sistemi di videocontrollo in tutti i comuni di quelle aree.

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Una mano a combattere gli incivili e i criminali che distruggono la nostra terra deve arrivare anche dai cittadini: bisogna che coloro che abitano sui territori denuncino gli scarichi e aiutino le istituzioni, affinché la natura torni a mostrare tutta la sua bellezza come accaduto durante il lockdown.

Serve un piano regionale accurato per contrastare i roghi tossici e tutelare i cittadini e l’aria che tutti respiriamo: questi incendi vengono appiccati con troppa facilità, c’è bisogno che il territorio venga costantemente vigilato e presidiato dalle forze dell’ordine.

Ci vogliono pene severe per chi inquina il territorio e ci avvelena giorno dopo giorno: le aziende che inquinano, se non si adeguano con i depuratori, vanno chiuse.

Bisogna prendere esempio da altri paesi ed adottare dei sistemi di filtrazione delle acque più evoluti (vedi le reti capaci di captare tonnellate di spazzatura che altrimenti avvelenerebbero in maniera irreversibile le acque dei fiumi e dei mari e l’intero ambiente circostante).

spiaggiaBisogna creare lavoro senza inquinare (che senso ha il modello dell’Italsider di Bagnoli, che, sì, per 40 anni ha dato lavoro, ma ha rovinato e compromesso un territorio per 200?).

Servono più cestini per strada e più interventi di pulizia e svuotamento cestini.

Bisogna sensibilizzare i cittadini ad essere più civili e non gettare le cicche e rifiuti per terra o nella sabbia. Servono, anche qui, responsabilità e amore per la propria città.

E’ necessario un potenziamento del trasporto pubblico, per dare ai campani un servizio degno di un paese civile, servizio che oggi manca perché parliamo di un settore nel quale si sono accumulati debiti per milioni di euro a causa di una gestione incompetente e clientelare che ha fatto aumentare a dismisura le spese senza garantire un servizio adeguato.

A Napoli bisogna creare un piano parcheggi che consenta di non concentrare il traffico nel centro città (sfruttando a pieno le strutture di cui già disponiamo, come parcheggio Brin) e bisogna abolire o ridurre in maniera significativa il pedaggio della tangenziale, l’unico asse urbano a pagamento a forfait, indipendentemente dalla distanza percorsa.

PER UNA SOCIETA’ IN CUI VIGANO L’ORDINE ED IL RISPETTO DELLE REGOLE

giustificaInnanzitutto, occorre lottare, senza sosta e senza alcun margine di tolleranza, contro la criminalità organizzata.

E’ ora, per le persone per bene, di schierarsi, in una battaglia che dovrebbe avere del trasversale alla politica, e di comportarsi coerentemente con questo credo: ad esempio, se vieni da una famiglia per bene e agiata e l’unico modo che verosimilmente avrai di entrare in contatto con la camorra nella tua vita, sfiorandola, è quello di pagare dei parcheggiatori abusivi a libro paga dei clan, NON FARLO!

terra2E’ ora, per le persone per bene, di impegnarsi per far aprire gli occhi alla gente: molti, non necessariamente criminali di per sé, ma comunque disposti a tollerare la presenza nel nostro territorio di attività di questo tipo, non si rendono conto del danno che la camorra apporta alla nostra terra! Se non bastasse l’epidermide, che notiamo tutti (la violenza, gli omicidi, la droga, la Terra dei Fuochi, ecc. ecc. ecc.), va spiegato loro che la camorra è un cancro che succhia continuamente risorse: il denaro che viene estorto a commercianti o imprenditori rappresenta qualcosa che non verrà più destinato ai loro dipendenti o alla crescita delle loro attività (e quindi all’economia della regione); la corruzione di funzionari pubblici farà sì che ci sia un occhio di riguardo per le attività criminali, e non per i cittadini onesti; i politici collusi non faranno mai gli interessi della collettività, ma di quei pochi che li mantengono sul loro libro paga. E così via. Ed inoltre, minaccia dopo minaccia, mazzetta dopo mazzetta, il tempo passa e chi assiste a queste scene rischia di accettarle sempre di più, di abbassare l’asticella ed alterare la scala dei valori, vivendo la vita come se tutto ciò potesse essere normale. Noi non possiamo, non dobbiamo, permetterlo. E anche per questo è necessario non dimenticare l’importanza dell’istruzione, di un’istruzione di qualità, sia in ottica di un futuro professionale, sia (soprattutto) per il ruolo fondamentale che la cultura riveste nell’indirizzare nelle scelte delle persone.

parchabusA questo discorso è legato un tema a me caro: la lotta ai parcheggiatori abusivi (e all’abusivismo in generale): la nostra terra va liberata dai parcheggiatori abusivi, spesso legati alla criminalità organizzata. Questi uomini controllano indisturbati piazze ed intere zone, esercitando un’azione intimidatoria nei confronti dei poveri cittadini che troppo spesso sono costretti a piegare la testa di fronte ai “2 euro a piacere” imposti. E, di 2 euro in 2 euro, vengono accumulati guadagni non indifferenti, che finiscono quasi sempre per alimentare altre forme di criminalità, cosa che molti fingono di non sapere… Pensiamoci prima di pagare, e diciamo NO a questa estorsione! DICIAMOLO TUTTI!

E poi, ovviamente, è a dir poco necessaria un’azione straordinaria che, data l’entità del fenomeno, coinvolga non solo la Polizia Municipale, ma anche le altre forze dell’ordine e le istituzioni in generale: c’è bisogno di più controlli e pattugliamenti su tutto il territorio, soprattutto nelle aree critiche, ma anche di denunce e di un inasprimento di leggi palesemente troppo blande per contenere un fenomeno da tempo dilagante. In ultimo, va ripristinata un’economia legale, a partire anche dalla creazione di posti auto a prezzi popolari e da un sistema di trasporto pubblico degno di questo nome.

terrafuochiPugno duro anche nei confronti dei colletti bianchi corrotti, la cui condotta assicura (forse anche più di quanto faccia l’omertà e la tolleranza di parte della popolazione) la perdurante vitalità della criminalità organizzata. A riguardo, bisogna poter contare su pene certe ed esemplari, che colpiscano duramente nel portafogli e che interdicano queste persone all’esercizio di qualsiasi attività possa compromettere il benessere della collettività.

Necessari poi maggiori controlli nelle zone critiche, come la Terra dei Fuochi, dove vanno anche sgomberati i campi rom (attenzione: i campi rom, non i rom, la maggior parte dei quali è correttamente integrata nella nostra società), perché sono luoghi criminali (vedi commistione con la camorra e continui roghi tossici) e di devianza di ogni tipo.

Più in generale, la legalità deve essere una conditio sine qua non nei luoghi pubblici, negli ospedali (necessaria l’introduzione di presidi di sicurezza al loro interno) e nei mezzi di trasporto (dai bus ai treni). Anche qui, può essere utile avvalersi di sistemi di video-sorveglianza, ma fondamentali sarebbero una maggiore libertà di intervento delle forze dell’ordine ed un supporto attivo dei cittadini, con le loro denunce e segnalazioni.

Infine, un’altra tematica che mi sta a cuore: quella dei fuochi d’artificio, sparati ad ogni ora, anche della notte: costituiscono un potenziale pericolo per la cittadinanza, infastidiscono i residenti e spesso sono strumento di comunicazione della criminalità organizzata. Più che una tradizione, sono una retrograda barbarie, a cui la gente per bene rinuncerebbe ben volentieri.

Ed in ultimo, non si possono non spendere due righe in merito alla violenza sulle donne. La cronaca attuale ci dice che ciò che è stato fatto fino ad ora per fermare il fenomeno è insufficiente: occorre puntare ad un reale cambiamento, sociale, mentale, giuridico.